Gianluca Gotto live a Verona – OM Festival

Più di tredicimila persone hanno comprato “Profondo come il mare, leggero come il cielo” e io sono stata una di quelle. Il libro è di Gianluca Gotto, un giovane poco più che trentenne, con i capelli lunghi e una bella barba che ha deciso di fare di una zanzara un’opportunità.


Gianluca è oggi un viaggiatore, scrittore e nomade digitale. Fino a poco tempo fa, questa categoria faticava ad essere annoverata come “Lavoratore” nel senso tradizionale del termine, che implicava star seduti dietro una scrivania ad orari stabiliti da qualcun altro, un cartellino da timbrare e spesso interminabili code in auto per raggiungere il luogo di lavoro.

L’arrivo del Covid-19 ha cambiato molte di queste convinzioni, portando con sé una nuova normalità fatta di smart working e remote working. Tuttavia, questi concetti rischiano di rimanere vuoti senza la giusta dose di fiducia, coraggio e visione.

Gianluca è stato tra i primi a comprendere e dare voce al senso di smarrimento e insoddisfazione che caratterizza gran parte delle nuove generazioni, spesso costrette a lavori sottopagati e insoddisfacenti. Queste generazioni inseguono il cambiamento, ma solo pochi riescono a realizzarlo pienamente.

Riconoscendo nella scrittura la sua più grande passione, Gianluca decide di diventare articolista sul web. In questo modo, trova la combinazione perfetta: lavorare viaggiando. Thailandia, Bali, Cambogia, Vietnam, Malesia, Hong Kong sono solo alcuni dei paesi che visita mentre lavora, insieme alla sua compagna Claudia. Durante questi viaggi, scopre che il nomadismo digitale è tutt’altro che un retaggio romantico.

Con il suo blog “Mangia Vivi Viaggia”, Gianluca continua a divulgare la sua filosofia di vita, consapevole che questo stile di vita non è adatto a tutti. La felicità di un nomade digitale è molto diversa da quella di chi lavora in ufficio dalle 9 alle 18 e aspetta di andare in pensione. È fatta di piccole cose, improntata al minimalismo, anche alimentare, e comporta viaggiare leggeri, sia dal punto di vista dei bagagli che degli affetti. Significa rinunciare alla stabilità delle amicizie, a una casa vista come porto sicuro, a una routine rassicurante e a un futuro stabile.

In cambio, offre libertà: libertà dalle convenzioni, dagli orari e soprattutto da un destino già scritto. Tutto questo vi incuriosisce?

Se anche voi, come me, vi chiedete «chi diavolo è Gianluca Gotto», sappiate che io sono stata talmente incuriosita dal personaggio che conta 422 mila follower su IG, che ho deciso di invitarlo a Verona ed aprire le danze di quella che sarà la seconda edizione di OM Festival che si terrà sabato 14 e domenica 15 settembre presso il Forte San Briccio.

Venerdì 13 settembre al Teatro Stimate in centro a Verona potrete conoscerlo meglio.

Qui il link per l’acquisto dei biglietti.

Vi aspetto, Monica

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